Hasta siempre querida Chela

Hasta siempre, querida Chela, Madre dei 30.000.
Celia de Prósperi, lottatrice instancabile fino all’ultimo giorno.
Sarai sempre presente in ogni lotta! Non un passo indietro!

Apprendiamo della scomparsa della cara Celia de Prosperi.
Fin dal prima volta che ti abbiamo conosciuta, come ogni madre, lottatrice determinata, senza paura, piena di vita e di amore.
La tua dedizione per la causa, il tuo lavoro nell’archivio, donna e madre; sei stata partorita dai tuoi figli e hai vissuto la loro vita portando avanti le lotte che loro ti hanno trasmesso.
Kabawil el otro soy yo è orgogliosa di aver potuto condividere con Celia e con le Madres de Plaza de Mayo un “pedazo” del vostro eterno cammino! 

 

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Buon 41° anniversario Madres de Plaza de Mayo!

Oggi – 30 aprile 2018 – l’Associazione Madres de Plaza de Mayo compie 41 anni di lotta e, come ogni anno che non possiamo essere presenti a Buenos Aires in questa data, abbiamo inviato il messaggio di auguri che segue.

Buona lettura e un abbraccio caloroso alle Madres de Plaza de Mayo.

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Todos son mis hijos a Trieste, venerdì 24 novembre 2017

Venerdì 24 novembre 2017 alle ore 18:00 presso la Libreria Dedalus di via Torrebianca 21/A a Trieste la Bottega del Mondo – Senza Confini Brez Meja, in occasione del 40° anniversario dell’Associazione Madres de Plaza de Mayo, organizza l’iniziativa “Argentina e desaparecidos: nel dolore delle madri la forza del cambiamento“.

Per l’occasione verrà proiettato il documentario “Todos son mis hijos” di Ricardo Soto Uribe, prodotto dall’Asociacion Madres de Plaza de Mayo la cui versione italiana è curata da Kabawil. Al termine della visione collettiva del film ci sarà la testimonianza di Luis Federico Allega, ex detenuto/desaparecido della dittatura argentina, l’intervento di Renato Di Nicola di Kabawil – El otro soy yo e il contributo di Amnesty International – sezione di Trieste.

Tutto il Nord Est è invitato a partecipare a questa importante iniziativa che rientra nel programma degli eventi collaterali del Festival del Cinema Latinoamericano di Trieste (18 – 26 novembre). L’ingresso è libero.

 

Qui l’evento Facebook.

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DALL’ABRUZZO A PIAZZA SAN PIETRO IN APPOGGIO ALLE MADRES DE PLAZA DE MAYO

PAPA FRANCESCO INCONTRA E SALUTA LA DELEGAZIONE DI KABAWIL DOPO L’ANGELUS.
PREOCCUPAZIONE PER FUTURO DEMOCRATICO DELL’ARGENTINA
Domenica 15 ottobre, dall’Abruzzo e da altre regioni,  una delegazione nutrita dell’Associazione Kabawil – El otro soy yo in solidarietà e appoggio alle “Madres de Plaza de Mayo” che da 40 anni lottano per la memoria dei desaparesidos e contro i rigurgiti della dittatura, ha organizzato un flash-mob in piazza San Pietro. L’iniziativa era stata concordata dopo colloqui tra Madres e Vaticano in occasione della giornata delle Mamme che si festeggia in Argentina proprio il 15 ottobre. Per questo alla delegazione è stato riservato un posto d’onore di fronte all’altare insieme alla delegazione del Brasile presente per la canonizzazione di 30 martiri brasiliani.
Durante la celebrazione liturgica officiata da Papa Francesco, le donne della delegazione hanno indossato il “Panuelo blanco” il fazzoletto bianco simbolo della lotta delle Madres, gli uomini invece un cartello con su scritto NO PASARAN!  
Al termine dell’Angelus Papa Francesco si è avvicinato per salutare e incontrare per alcuni minuti la delegazione. Al Papa è stata donata una bandiera delle Madres .
Siamo felici che Papa Francesco abbia voluto ricordare la giornata del 15 attraverso l’invito a noi  che si rappresentava nell’occasione le Madres de Plaza de Mayo esempio di dignità e di riscatto sociale, umano e politico per l’Argentina e per un intero continente. Siamo coscienti del valore storico del suo permesso a  camminare in piazza verso l’uscita con striscioni e cartelli e  con gli slogans che ogni giovedì alle 15.30 da 40 anni i cittadini e Madres urlano contro le sparizioni e la violazione dei più elementari diritti.
Valore storico che è stato colto dai media argentini ed internazionali insieme a quello della indizione per il 2019 di un Conclave Panamazzonico sul ambiente e sul creato.
Tutto questo è sommamente importante se si pensa che purtroppo oggi in Argentina si torna a respirare aria di dittatura: aumentano le persecuzioni contro chi dissente e si restringono di giorno in giorno le garanzie costituzionali.  Le Madres e la loro presidente Hebe de Bonafini, che sin da subito avevano avvertito il Paese il carattere antidemocratico ed ultraliberista del nuovo governo sono finite sotto attacco del presidente Macri. Il  presidente  argentino  attuando  licenziamenti di massa, tagli indiscriminati alla cultura e all’istruzione, svende settori strategici per il Paese (es. Programma spaziale argentino).  In strada sono tornati migliaia di senzatetto, tornano ad essere frequentate massicciamente le mense popolari, soprattutto per bambini a rischio denutrizione, si tagliano le tasse ai super ricchi e si cancellano le royalties che le multinazionali minerarie devono allo Stato; il debito estero è tornato a crescere vertiginosamente, il Paese è ostaggio della speculazione finanziaria internazionale.
 
Il Governo sta cancellando tutte le riforme progressiste dei precedenti governi Kirchner, non ultima quella sull’editoria che aveva rotto il monopolio del gruppo editoriale golpista del «Clarin». La destra reazionaria al potere ha tentato di graziare i genocidi della dittatura dei 30mila desaparecidos. Ancora oggi persone legate agli ultimi dittatori siedono tra i banchi del governo!
Inoltre nell’Argentina di oggi torna il dramma dei desaparecidos. Santiago Maldonado, giovane attivista per i diritti delle popolazioni Mapuche, è stato arrestato in agosto dalla Polizia Federale Argentina e da quel giorno è scomparso:  un avvertimento chiaro e forte per tutti gli argentini che da mesi scendono in piazza in difesa dei propri diritti e della democrazia. Non basta ,una parlamentare indigena,Milagro Sala, è stata detenuta in carcere per due anni senza prove consistenti; ora, grazie alla pressione della Commissione Diritti Umani dell’ONU, è agli arresti domiciliari con un ingente spiegamento di forze all’ingresso del suo domicilio e restrizioni di ogni tipo che, invece, nessun genocida delle giunte militari ha mai conosciuto.
No pasaran! La dittatura non tornerà a funestare l’Argentina e l’America latina, e dall’Abruzzo e dall’Italia dichiariamo la nostra piena vicinanza alle Madres de Plaza de Mayo e con tutti i movimenti sociali che difendono i diritti e combattono per una  vita degna .
Il servizio del TG1 edizione ore 20 domenica 15 ottobre http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/edizioni/ContentSet-9b6e0cba-4bef-4aef-8cf0-9f7f665b7dfb-tg1.html  minuto 17.10
Le foto dell’incontro con Papa Francesco e del flash mob in piazza San Pietro https://www.facebook.com/pg/associazionekabawil/photos/?tab=album&album_id=1627761290632331
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Todos son mis hijos a Verona, giovedì 23 novembre 2017

Giovedì 23 novembre 2017 alle ore 20:30 presso il Circolo di Rifondazione Comunista di via Benedetti, 18 a Verona si terrà la proiezione del docufilm sui 40 anni di lotta delle Madres de Plaza de Mayo “Todos son mis hijos“.

Durante la presentazione – per il Gruppo di appoggio italiano Kabawil – El otro soy yo, che ha curato la versione italiana – interverrà Renato Di Nicola.

Anche Verona festeggia con noi i 40 anni di storia delle Madres de Plaza de Mayo; tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

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Le utopie sono possibili al Festival delle NarrAzioni di Sulmona, domenica 22 ottobre 2017

festivalnarrazioniDomenica 22 ottobre alle ore 16:30 presso il Soulkitchen di Sulmona, nell’ambito del II Festival delle NarrAzioni di Sulmona, si terrà un dialogo tra l’autore Riccardo Verrocchi e il critico Andrea Del Castello sul 40esimo anniversario delle Madres de Plaza de Mayo a partire dal libro “Le utopie sono possibili. Le Madres de Plaza de Mayo nell’Argentina di ieri oggi e domani” edito da Sensibili alle foglie nel 2014.

Interessante la scelta degli organizzatori e della direttrice artistica del festival – Valentina Di Cesare – di celebrare i 40 anni di lotta delle Madres de Plaza de Mayo nell’anno del bimillenario ovidiano: l’amore delle madri dei desaparecidos della dittatura argentina che si è trasformato in una lotta generatrice che dura dal 1977 sarà lo spunto per narrare la storia, la filosofia e la simbologia di queste straordinarie donne.

Una nuova importante occasione per raccontare quanto di straordinario le Madres de Plaza de Mayo costruiscono ogni giorno in Argentina e nel mondo, nonostante le difficoltà che stanno vivendo in questo momento.

Vi aspettiamo in tante e tanti domenica 22 ottobre alle ore 16:30 a Sulmona.

Leggi la prefazione al libro di Letizia Bianchi (Università di Bologna).

Qui il programma completo del Festival.

Qui l’evento Facebook per la diffusione social.

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MACRI & BENETTON DUE FACCE, LA STESSA MEDAGLIA. GIÙ LE MANI DALL’ARGENTINA

Per il Paese “alla fine del mondo” l’ONU sta mettendo a punto una dichiarazione dove si parla di rischio alimentare e si fa presente l’allarmante avanzamento repressivo sulla popolazione. In Argentina si respira aria di dittatura: aumentano le persecuzioni contro chi dissente e si restringono di giorno in giorno le garanzie costituzionali.

Fin dai primi momenti della sua elezione, frutto di promesse di cambiamenti disattese, Mauricio Macri sta attuando  una durissima economia neo-liberista a difesa dei potenti: licenziamenti di massa, tagli indiscriminati alla cultura e all’istruzione, svendita di settori strategici per il Paese (es. Programma spaziale argentino); in strada sono tornati migliaia di senzatetto, tornano ad essere frequentate massicciamente le mense popolari, soprattutto per bambini a rischio denutrizione, si tagliano le tasse ai super ricchi e si cancellano le royalties che le multinazionali minerarie devono allo Stato; il debito estero è tornato a crescere vertiginosamente, il Paese è ostaggio della speculazione finanziaria internazionale. La famiglia Macri, legata al Fondo Monetario Internazionale ed alle agenzie politiche più conservatrici del pianeta, aumenta il proprio potere economico acquisendo nuove imprese e incentivando le spese militari e di sicurezza interna in funzione repressiva.

Il Governo sta cancellando tutte le riforme progressiste dei precedenti governi Kirchner, non ultima quella sull’editoria che aveva rotto il monopolio del gruppo editoriale golpista del «Clarin». Pochi sono gli organi istituzionali e le autorità indipendenti che continuano a lavorare nel campo di una giustizia schierata sempre più con le destre reazionarie e che ha tentato di graziare i genocidi della dittatura dei 30mila desaparecidos. Ancora oggi persone legate agli ultimi dittatori siedono tra i banchi del  governo!

In questo clima Macri attacca costantemente le Madres de Plaza de Mayo, che sin da subito avevano avvertito il Paese del carattere anti-democratico ed ultraliberista del futuro governo Macri.

L’attuale presidente ha cercato di arrestare la presidenta, Hebe de Bonafini, a cui è stato ritirato anche il passaporto e, nelle ultime settimane, il commissario governativo dell’Università per i Diritti Umani “Madres de Plaza de Mayo”, resa pubblica due anni fa, ha dichiarato di volerle sfrattare dalla loro storica sede, la Casa de Las Madres in Plaza Congresso a Buenos Aires.

Nell’Argentina di oggi torna il dramma dei desaparecidos. Santiago Maldonado, giovane attivista per i diritti delle popolazioni Mapuche, è stato arrestato in agosto dalla Polizia Federale Argentina e da quel giorno è scomparso: pensiamo sia un avvertimento chiaro e forte per tutti gli argentini che da mesi scendono in piazza in difesa dei propri diritti e della democrazia.

Venerdì 1° settembre a Buenos Aires sono scese in piazza 200 mila persone in solidarietà con Santiago Maldonado esigendone la aparición con vida, riprendendo lo storico slogan delle Madres de Plaza de Mayo che chiedevano la ricomparsa in vita dei propri figli desaparecidos.

A questo forte grido che si è alzato dalla piazza la polizia ha risposto con cariche, violenze e l’arresto di 30 giornalisti indipendenti.

Il Governo sta rievocando la politica degli “opposti estremismi” per giustificare una repressione ancora più violenta e spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla sicurezza interna, ponendo in secondo piano le scellerate politiche antidemocratiche in materia di diritti, di lavoro, di istruzione pubblica.

Nell’Argentina di Macri una parlamentare indigena, Milagro Sala, è stata detenuta in carcere per due anni senza prove consistenti; ora, grazie alla pressione della Commissione Diritti Umani e di altre organizzazioni argentine, è agli arresti domiciliari con un ingente spiegamento di forze all’ingresso del suo domicilio e restrizioni di ogni tipo che, invece, nessun genocida delle giunte militari ha mai conosciuto.

Le popolazioni indigene dell’Argentina (circa 600mila persone) vivono in un clima quotidiano di repressione: a loro vengono riconosciuti solo diritti formali e viene negata la possibilità di riappropriarsi dei loro territori ancestrali, nonostante leggi e sentenze diano loro questo diritto. I leaders Mapuche vengono quotidianamente arrestati e processati, le loro manifestazioni ed occupazioni delle terre represse violentemente a difesa della proprietà privata di chi li ha usurpati.

Chi detiene principalmente le terre Mapuche è soprattutto la multinazionale italiana Benetton che, con 844.200 ettari di terra nelle province di Buenos Aires, Neuquén, Chubut e Santa Cruz è il principale proprietario terriero dell’Argentina. Azienda che, all’interno delle sue proprietà, utilizza avamposti di polizia per il controllo del territorio. Non è certo un segreto quanto il gruppo Benetton sia strettamente legato con Macri, economicamente e politicamente.

Siamo qui per far conoscere cosa accade in Argentina e come fa profitti una multinazionale italiana: Benetton ha precise responsabilità nella repressione delle popolazioni Mapuche e nell’instaurazione di un regime antidemocratico e repressivo.

Già ai tempi dell’ultima dittatura l’Italia ha avuto rapporti oscuri con l’Argentina: l’influenza del piduista Licio Gelli, il ruolo di alcune aziende italiane nella sparizione delle persone, la politica estera italiana a dir poco timida nei confronti del regime se non in parte complice. Non ripetiamo gli stessi errori del passato!

Il Presidente Mattarella nella sua visita recente in Argentina non è stato informato di quello che sta avvenendo nel Paese?

Il segretario del PD Renzi, che ha tessuto le lodi del Governo Macri, non ha nulla da dire in merito alle sue politiche o gli affari hanno priorità su democrazia e diritti come sta avvenendo nelle relazioni con l’Egitto sul caso Regeni?

Noi non aspetteremo in silenzio complice!

Insieme alle realtà che difendono la democrazia e resistono alla repressione -in Italia come in Argentina – continueremo ad esigere giustizia per Milagro Sala, per i Mapuche, per le Madres de Plaza de Mayo, per reclamare in vita il desaparecido Santiago Maldonado!

Chi  aderisce al volantinaggio contro Macri e Benetton può aggiungere la propria firma, stampare il volantino e distribuirlo davanti al negozio della Benetton più vicino e inviare le foto-commento  e/o contatto di chi ha promosso l’iniziativa al seguente indirizzo:  kabawil.associazione@gmail.com.

Scarica qui il volantino da distribuire fuori ai negozi Benetton nel weekend dal  15 al 17 settembre 2017Volantino Macri Benetton

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