Le utopie sono possibili al Festival delle NarrAzioni di Sulmona, domenica 22 ottobre 2017

festivalnarrazioniDomenica 22 ottobre alle ore 16:30 presso il Soulkitchen di Sulmona, nell’ambito del II Festival delle NarrAzioni di Sulmona, si terrà un dialogo tra l’autore Riccardo Verrocchi e il critico Andrea Del Castello sul 40esimo anniversario delle Madres de Plaza de Mayo a partire dal libro “Le utopie sono possibili. Le Madres de Plaza de Mayo nell’Argentina di ieri oggi e domani” edito da Sensibili alle foglie nel 2014.

Interessante la scelta degli organizzatori e della direttrice artistica del festival – Valentina Di Cesare – di celebrare i 40 anni di lotta delle Madres de Plaza de Mayo nell’anno del bimillenario ovidiano: l’amore delle madri dei desaparecidos della dittatura argentina che si è trasformato in una lotta generatrice che dura dal 1977 sarà lo spunto per narrare la storia, la filosofia e la simbologia di queste straordinarie donne.

Una nuova importante occasione per raccontare quanto di straordinario le Madres de Plaza de Mayo costruiscono ogni giorno in Argentina e nel mondo, nonostante le difficoltà che stanno vivendo in questo momento.

Vi aspettiamo in tante e tanti domenica 22 ottobre alle ore 16:30 a Sulmona.

Leggi la prefazione al libro di Letizia Bianchi (Università di Bologna).

Qui il programma completo del Festival.

Qui l’evento Facebook per la diffusione social.

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MACRI & BENETTON DUE FACCE, LA STESSA MEDAGLIA. GIÙ LE MANI DALL’ARGENTINA

Per il Paese “alla fine del mondo” l’ONU sta mettendo a punto una dichiarazione dove si parla di rischio alimentare e si fa presente l’allarmante avanzamento repressivo sulla popolazione. In Argentina si respira aria di dittatura: aumentano le persecuzioni contro chi dissente e si restringono di giorno in giorno le garanzie costituzionali.

Fin dai primi momenti della sua elezione, frutto di promesse di cambiamenti disattese, Mauricio Macri sta attuando  una durissima economia neo-liberista a difesa dei potenti: licenziamenti di massa, tagli indiscriminati alla cultura e all’istruzione, svendita di settori strategici per il Paese (es. Programma spaziale argentino); in strada sono tornati migliaia di senzatetto, tornano ad essere frequentate massicciamente le mense popolari, soprattutto per bambini a rischio denutrizione, si tagliano le tasse ai super ricchi e si cancellano le royalties che le multinazionali minerarie devono allo Stato; il debito estero è tornato a crescere vertiginosamente, il Paese è ostaggio della speculazione finanziaria internazionale. La famiglia Macri, legata al Fondo Monetario Internazionale ed alle agenzie politiche più conservatrici del pianeta, aumenta il proprio potere economico acquisendo nuove imprese e incentivando le spese militari e di sicurezza interna in funzione repressiva.

Il Governo sta cancellando tutte le riforme progressiste dei precedenti governi Kirchner, non ultima quella sull’editoria che aveva rotto il monopolio del gruppo editoriale golpista del «Clarin». Pochi sono gli organi istituzionali e le autorità indipendenti che continuano a lavorare nel campo di una giustizia schierata sempre più con le destre reazionarie e che ha tentato di graziare i genocidi della dittatura dei 30mila desaparecidos. Ancora oggi persone legate agli ultimi dittatori siedono tra i banchi del  governo!

In questo clima Macri attacca costantemente le Madres de Plaza de Mayo, che sin da subito avevano avvertito il Paese del carattere anti-democratico ed ultraliberista del futuro governo Macri.

L’attuale presidente ha cercato di arrestare la presidenta, Hebe de Bonafini, a cui è stato ritirato anche il passaporto e, nelle ultime settimane, il commissario governativo dell’Università per i Diritti Umani “Madres de Plaza de Mayo”, resa pubblica due anni fa, ha dichiarato di volerle sfrattare dalla loro storica sede, la Casa de Las Madres in Plaza Congresso a Buenos Aires.

Nell’Argentina di oggi torna il dramma dei desaparecidos. Santiago Maldonado, giovane attivista per i diritti delle popolazioni Mapuche, è stato arrestato in agosto dalla Polizia Federale Argentina e da quel giorno è scomparso: pensiamo sia un avvertimento chiaro e forte per tutti gli argentini che da mesi scendono in piazza in difesa dei propri diritti e della democrazia.

Venerdì 1° settembre a Buenos Aires sono scese in piazza 200 mila persone in solidarietà con Santiago Maldonado esigendone la aparición con vida, riprendendo lo storico slogan delle Madres de Plaza de Mayo che chiedevano la ricomparsa in vita dei propri figli desaparecidos.

A questo forte grido che si è alzato dalla piazza la polizia ha risposto con cariche, violenze e l’arresto di 30 giornalisti indipendenti.

Il Governo sta rievocando la politica degli “opposti estremismi” per giustificare una repressione ancora più violenta e spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla sicurezza interna, ponendo in secondo piano le scellerate politiche antidemocratiche in materia di diritti, di lavoro, di istruzione pubblica.

Nell’Argentina di Macri una parlamentare indigena, Milagro Sala, è stata detenuta in carcere per due anni senza prove consistenti; ora, grazie alla pressione della Commissione Diritti Umani e di altre organizzazioni argentine, è agli arresti domiciliari con un ingente spiegamento di forze all’ingresso del suo domicilio e restrizioni di ogni tipo che, invece, nessun genocida delle giunte militari ha mai conosciuto.

Le popolazioni indigene dell’Argentina (circa 600mila persone) vivono in un clima quotidiano di repressione: a loro vengono riconosciuti solo diritti formali e viene negata la possibilità di riappropriarsi dei loro territori ancestrali, nonostante leggi e sentenze diano loro questo diritto. I leaders Mapuche vengono quotidianamente arrestati e processati, le loro manifestazioni ed occupazioni delle terre represse violentemente a difesa della proprietà privata di chi li ha usurpati.

Chi detiene principalmente le terre Mapuche è soprattutto la multinazionale italiana Benetton che, con 844.200 ettari di terra nelle province di Buenos Aires, Neuquén, Chubut e Santa Cruz è il principale proprietario terriero dell’Argentina. Azienda che, all’interno delle sue proprietà, utilizza avamposti di polizia per il controllo del territorio. Non è certo un segreto quanto il gruppo Benetton sia strettamente legato con Macri, economicamente e politicamente.

Siamo qui per far conoscere cosa accade in Argentina e come fa profitti una multinazionale italiana: Benetton ha precise responsabilità nella repressione delle popolazioni Mapuche e nell’instaurazione di un regime antidemocratico e repressivo.

Già ai tempi dell’ultima dittatura l’Italia ha avuto rapporti oscuri con l’Argentina: l’influenza del piduista Licio Gelli, il ruolo di alcune aziende italiane nella sparizione delle persone, la politica estera italiana a dir poco timida nei confronti del regime se non in parte complice. Non ripetiamo gli stessi errori del passato!

Il Presidente Mattarella nella sua visita recente in Argentina non è stato informato di quello che sta avvenendo nel Paese?

Il segretario del PD Renzi, che ha tessuto le lodi del Governo Macri, non ha nulla da dire in merito alle sue politiche o gli affari hanno priorità su democrazia e diritti come sta avvenendo nelle relazioni con l’Egitto sul caso Regeni?

Noi non aspetteremo in silenzio complice!

Insieme alle realtà che difendono la democrazia e resistono alla repressione -in Italia come in Argentina – continueremo ad esigere giustizia per Milagro Sala, per i Mapuche, per le Madres de Plaza de Mayo, per reclamare in vita il desaparecido Santiago Maldonado!

Chi  aderisce al volantinaggio contro Macri e Benetton può aggiungere la propria firma, stampare il volantino e distribuirlo davanti al negozio della Benetton più vicino e inviare le foto-commento  e/o contatto di chi ha promosso l’iniziativa al seguente indirizzo:  kabawil.associazione@gmail.com.

Scarica qui il volantino da distribuire fuori ai negozi Benetton nel weekend dal  15 al 17 settembre 2017Volantino Macri Benetton

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La lotta delle Madres de Plaza del Mayo non si cancella! Appello di solidarietà alle Madres de Plaza de Mayo

Nei giorni scorsi le Madres de Plaza de Mayo hanno subito una nuova minaccia.

Javier Buján, commissario governativo dell’Instituto Universitario por los derechos Humanos “Madres de Plaza de Mayo”, ha minacciato di sfrattare le Madres dalla loro storica sede in Plaza Congreso.

La Casa delle Madri dai tempi della dittatura è presidio di democrazia, ospita una libreria e l’archivio sui diritti umani più grande del Latinoamerica. Rappresenta uno spazio di confronto e discussione, di attivismo e di solidarietà, di amore e resistenza per tanti movimenti popolari e sociali che hanno trovato nelle Madres un punto di riferimento.

Da giorni centinaia di volontari presidiano la Casa de las Madres e lunedì migliaia di simpatizzanti, attivisti, politici, sindacalisti, hanno dato un grande abbraccio solidale alle Madres de Plaza de Mayo.

Di fronte a questo nuovo attacco alle Madres de Plaza de Mayo e alla democrazia argentina come Gruppo di appoggio italiano abbiamo promosso questo appello di solidarietà e vicinanza, sperando di raccogliere quante più adesioni possibili tra organizzazioni, movimenti, associazioni, sindacati, partiti, personalità del mondo della cultura e dello spettacolo e semplici cittadini amanti delle Madres de Plaza de Mayo, dell’America Latina e della democrazia.

Di seguito l’appello che invitiamo a sottoscrivere scrivendo all’inidirizzo email kabawil.associazione@gmail.com.

Apprendiamo con rabbia e sgomento la notizia di un nuovo ulteriore attacco alle Madres de Plaza de Mayo di Buenos Aires, Argentina.

La minaccia da parte del signor Javier Buján, nominato dal governo a presiedere l’Università  delle Madres, di togliere all’Associazione Madres de Plaza de Mayo la casa di loro proprietà, è intollerabile e illegittima e denuncia la volontà politica del governo Macri di allontanare le Madres dal contesto sociale e politico dell’Argentina di oggi dove disoccupazione e fame crescono di giorno in giorno. Una Argentina dove ancora una volta si verifica la sparizione di un detenuto, Santiago Maldonado, di cui lo Stato è responsabile, e dove Milagro Sala, una parlamentare, è da due anni agli arresti senza prove nonostante la Commissione dei Diritti Umani abbia richiesta la immediata scarcerazione.

La Casa delle Madri è luogo di incontri e di cultura di valore popolare e politico.

La Casa delle Madres è  bene comune di tutti i popoli che lottano per libertà e democrazia! 

Rifiutiamo energicamente l’annuncio minaccioso di toglierla alle Madres “con le buone o con le cattive”.

La Madri non fermeranno la loro lotta di 40 anni di denuncia contro i genocidi e i poteri corrotti.

La storia delle Madri non si cancella! La storia delle Madri non si ferma!

Primi firmatari.

Organizzazioni: Associazione Kabawil – El otro soy yo; Pax Christi International; Associazione di Amicizia Italia-Cuba Circolo “Foresti de Vena” Genova; Associazione Senza Paura  Genova; Partito della Rifondazione Comunistra/Sinistra Europea; Comitato Madri per Roma Città Aperta; Comitato Piazza Carlo Giuliani Genova; Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli; Redazione Popoffquotidiano.it; Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua; Cgil Abruzzo; Cgil Marche; Comitato Familiari Vittime Casa dello Studente – L’Aquila; Osservatorio Repressione; Associazione Paese Comune Sambuceto (CH); Rete Palestina e Pace nel Mediterraneo Pescara; Zona 22 San Vito Chietino (CH); RiMaflow Fabbrica Recuperata Milano; Associazione Antimafie Rita Atria; Ass.Buendia  Francavilla al Mare (CH); Deposito Dei Segni Onlus Spoltore (PE; Giovani Comunisti/e Pescara; Associazione Movimentazioni Pescara; PRC-SE Federazione di Pescara; Faced- Termoli; Cobas Abruzzo; Fillea CGIL L’Aquila; Collettivo AltreMenti Sulmona (AQ); Cooperativa Il Mandorlo Pescara; Libreria On the road Montesilvano (PE); Pax Christi Pescara; Associazione Amici Italia Cuba Circolo “Gianni Fossati” Milano; Associazione Italia-Nicaragua Milano; Circolo Arci Dock 61 Ravenna; Sinistra Italiana Federazione di Ravenna; Carovane Migranti Torino; SUR Società Umane  Resistenti Torino; Rete femminista “No muri, no recinti”; Restiamo Umani con Vik Venezia;  Sinistra anticapitalista Roma; Circolo Ricreativo Sertoli Genova; Associazione Ora in Silenzio per la Pace Genova; Federazione PRC Genova; Collettivo Comunista Genova City Strike; Comunità San Benedetto al Porto Genova; Piattaforma Sociale Eurostop Genova; Comitato Amig@s MST Italia Genova; Associazione L’Altra Liguria; Associazione Culturale Narramondo Genova; Arci Liguria; Associazione Usciamo dal Silenzio; Associazione Spa politica di donne Genova; ANPI  Liguria; Se non ora quando Genova; Associazione Culturale Narramondo Genova; L’Isola di Amantanì Francavilla al Mare (CH); CIVG – Centro Iniziative per la Verità e la Giustizia Torino; Gridas – Gruppo Risveglio dal Sonno Napoli; Associazione Italia-Nicaragua Livorno; Casetta Rossa – Roma; Senza Fissa Dimora/Arte Migrante Bologna; Comitati Cittadini per l’Ambiente Sulmona (AQ); Associazione Culturale Sulmonacinema; Associazione Orlando – Centro di Documentazione delle Donne Bologna; CSOA Centro sociale “Angelina Cartella” Reggio Calabria (in costante aggiornamento).

Singoli:

Enrico Calamai ex console in Argentina Roma; Haidi Giuliani; Guido Viale – Università di Torino; Letizia Bianchi – Università di Bologna; Andrea Canevaro – Professore Emerito Università di Bologna; Maurizio Acerbo – Segretario Nazionale Rifondazione Comunista; Checchino Antonini, giornalista – Roma; Carmine Miccoli, Direttore Ufficio Pastorale Sociale Diocesi di Lanciano-Ortona; Valentina  Ripa – Università di Salerno; Marco Consolo – Resp. Esteri PRC-SE; Italo Di Sabato e Gianfranco Bracaloni – Osservatorio Repressione; Marianita De Ambrogio per la Rete italiana delle Donne in Nero; Stefani Zuccari – Fondatrice Comitato Madri per Roma Città Aperta; Tullio Monini – Comune di Ferrara; Giuseppe Tadolini, Presidente  Ass. “Amici di Rekko 7” Onlus Ravenna; Amalia Navoni – Coordinamento Nord Sud del Mondo; Gianni Pastorino – Consigliere Regionale Rete a Sinistra Liguria; Nicoletta Pirotta – Associazione IFE Italia; Antonia Sani – Presidente di WILPF Italia; Massimo Bisca – Presidente Anpi Liguria; Fabio Mantelli – Anpi Recco; Daniela Barbaresi – Segreteria Cgil Marche; Aldo e Brunella Zanchetta; Antonio Di Lalla, prete; Luciano Biondi – Lanciano (CH); Adriana Gandolfi – Francavilla al Mare (CH); Vito Luigi Epifani Pescara; Alessio Di Florio – Casalbordino (CH);  Tonia Di Crescenzo – Guardiagrele (CH); Flavio Carnio – Laveno M. (VA); Gabriella Grasso – Milano; Mirna Del Signore – Ravenna; Giovanna Montanari – Ravenna; Massimo Fortini;  Daniela Passeri – Siena;  Francesca Tosto; Luis Federico Allega – Verona; Matteo Cernison e Natalia Allega Belluno; Ivan Morini; Luca Iezzi – Roma; Francesca Cecchi; Antonio Lupo e Chiara De Poli; Elena Dragonetti; Raffaella Tagliabue; Gaea Riondino; Luigi Albert; Stefano Damont; Eva Cambiale; Carlo Orlando; Nicola Pannelli; Salvatori Enrico; Pedrazzi Edmea Mariotti; Marcella Areddu; Benedetto Portale; Bruna Rossi;  Roberto Tafuro; Roberta Trucco; Gianluca Lombardi; Agostino Gianelli; Luigi Nicola; Adele Paggiola; Loris Viari; Mariuccia Cadenasso; Diego Siracusa; Gabriele Mistretta; Luciano Michelon; Patrizia Bigatti; Guido Massone; Claudio Maioli; Antonio Bruno; Marika Traverso, Massimo Costantini, Angela Di Terlizzi, Cristina Percivale, Carla Crippa; Claudia Petrucci; Marino Andolina – Trieste; Sara Ceciliani; Luigi Desiato; Giovanni Ferretti – Genova; Maria Luisa Olguin; Lidia Tebaldi e Gaspare Jean; Sonia Sander; Claudio Cimmino; Simona Cimmino; Chiara Cimmino; Patrizia Sander; Iolanda D’Incecco; Giovina Caserio – Sulmona (AQ); Giorgia Mazzotta – Sulmona (AQ); Giacinta Marseglia – Bovino (FG); Sarà Conti; Filippo Quarneti; Maria Eugenia Esparragozza (Venezuela/Italia); Alessandro Trequattrini;  Nelly Bocchi; Marco Gaibazzi; Sara Soldi; Loreta Bernabei; Teresa Ranalli; Colomba Musilli (in costante aggiornamento).

Appello in spagnolo

La lucha de las Madres de Plaza del Mayo no  se  detiene nì se borra!

Desde nuestra Italia aprendemos con rabia y consternación la noticia de un nuevo ataque contra Las Madres de Plaza Mayo, Buenos Aires, Argentina.

La amenaza del señor Javier Buján, designado por el gobierno para dirigir la Universidad de Madres, de quitarle a la Asociación Madres de Plaza de Mayo, la casa de su propiedad es intolerable e ilegal.

Esto demuestra la voluntad política del gobierno de Macri de sacar a Las Madres del contexto social y político de la Argentina actual donde el desempleo y el hambre crecen día a día. Una Argentina donde de nuevo hay la desaparición de un detenido, Santiago Maldonado, de  que es responsable el Estado, y donde Milagro Sala, parlamentaria, continua a ser detenida despues  de dos años sin pruebas a pesar de que la Comisión de Derechos Humanos haya pedido la liberación inmediata.

La Casa de Las Madre es un lugar de encuentros y cultura de valor popular y político.

La Casa de las Madres es bien común a todos los pueblos que luchan por la libertad y la democracia!

Rechazamos firmemente el amenazante anuncio de sacar de su Casa  las Madres “con lo bueno o lo malo”.

Las Madres no paran sus luchas de 40 años de denuncia contra el genocidio y los poderes corruptos ¡

La historia de Las Madres no se borra! ¡La historia de Las Madres no se detiene!

Madres, no estan solas. Desde Italia miles de abrazos de lucha y de amor.

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Todos son mis hijos a Scampia – Napoli, sabato 10 giugno ore 18:30

Sabato 10 giugno 2017 alle ore 18:30 presso il TAN – Teatro Area Nord in Via Nuova Dietro la Vigna a Piscinola-Napoli si terrà la priezione del documentario TODOS SON MIS HIJOS con l’intervento di Renato Di Nicola dell’Associazione Kabawil – El otro soy yo, che ha curato i sottotitoli in italiano.

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Messico/Chiapas. Immagini e racconti tra narcostato e alternative popolari e zapatiste a Sulmona

Anche a Sulmona domenica 4 giugno 2017 alle ore 18:00 presso la sala conferenze della Cgil (Palazzo Corvi, vico del Vecchio 5 – Sulmona) si terrà l’incontro “Messico/Chiapas. Immagini e racconti tra narcostato e alternative popolari e zapatiste” con Andrea Cegna, esperto di zapatismo, redattore di Radio Onda d’Urto, collaboratore di Radio Popolare e de il manifesto e curatore del testo 20zln. Vent’anni di zapatismo e liberazione (Agenzia X, 2014), da cui è nato un progetto collettivo di condivisione dell’esperienza zapatista. Continua a leggere

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Messico/Chiapas. Immagini e racconti tra narcostato e alternative popolari e zapatiste a Pescara

Sabato 3 giugno 2017 alle ore 18:00 a Pescara presso il Book Caffè Primo Moroni di via Quarto dei Mille 27/29 si terrà la conferenza “Messico/Chiapas. Immagini e racconti tra narcostato e alternative popolari e zapatiste” con Andrea Cegna, esperto di zapatismo, redattore di Radio Onda d’Urto, collaboratore di Radio Popolare e de il manifesto e curatore del testo 20zln. Vent’anni di zapatismo e liberazione (Agenzia X, 2014), da cui è nato un progetto collettivo di condivisione dell’esperienza zapatista. Continua a leggere

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Il racconto della Carovana a Genova e Sulmona (AQ)

La Carovana Kabawil 2017 sta producendo i suoi effetti tra i gruppi che vi hanno partecipato.

Nei prossimi giorni si terranno varie iniziative organizzate per raccontare questa esperienze al fianco delle Madres de Plaza de Mayo.

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