MACRI & BENETTON DUE FACCE, LA STESSA MEDAGLIA. GIÙ LE MANI DALL’ARGENTINA

Per il Paese “alla fine del mondo” l’ONU sta mettendo a punto una dichiarazione dove si parla di rischio alimentare e si fa presente l’allarmante avanzamento repressivo sulla popolazione. In Argentina si respira aria di dittatura: aumentano le persecuzioni contro chi dissente e si restringono di giorno in giorno le garanzie costituzionali.

Fin dai primi momenti della sua elezione, frutto di promesse di cambiamenti disattese, Mauricio Macri sta attuando  una durissima economia neo-liberista a difesa dei potenti: licenziamenti di massa, tagli indiscriminati alla cultura e all’istruzione, svendita di settori strategici per il Paese (es. Programma spaziale argentino); in strada sono tornati migliaia di senzatetto, tornano ad essere frequentate massicciamente le mense popolari, soprattutto per bambini a rischio denutrizione, si tagliano le tasse ai super ricchi e si cancellano le royalties che le multinazionali minerarie devono allo Stato; il debito estero è tornato a crescere vertiginosamente, il Paese è ostaggio della speculazione finanziaria internazionale. La famiglia Macri, legata al Fondo Monetario Internazionale ed alle agenzie politiche più conservatrici del pianeta, aumenta il proprio potere economico acquisendo nuove imprese e incentivando le spese militari e di sicurezza interna in funzione repressiva.

Il Governo sta cancellando tutte le riforme progressiste dei precedenti governi Kirchner, non ultima quella sull’editoria che aveva rotto il monopolio del gruppo editoriale golpista del «Clarin». Pochi sono gli organi istituzionali e le autorità indipendenti che continuano a lavorare nel campo di una giustizia schierata sempre più con le destre reazionarie e che ha tentato di graziare i genocidi della dittatura dei 30mila desaparecidos. Ancora oggi persone legate agli ultimi dittatori siedono tra i banchi del  governo!

In questo clima Macri attacca costantemente le Madres de Plaza de Mayo, che sin da subito avevano avvertito il Paese del carattere anti-democratico ed ultraliberista del futuro governo Macri.

L’attuale presidente ha cercato di arrestare la presidenta, Hebe de Bonafini, a cui è stato ritirato anche il passaporto e, nelle ultime settimane, il commissario governativo dell’Università per i Diritti Umani “Madres de Plaza de Mayo”, resa pubblica due anni fa, ha dichiarato di volerle sfrattare dalla loro storica sede, la Casa de Las Madres in Plaza Congresso a Buenos Aires.

Nell’Argentina di oggi torna il dramma dei desaparecidos. Santiago Maldonado, giovane attivista per i diritti delle popolazioni Mapuche, è stato arrestato in agosto dalla Polizia Federale Argentina e da quel giorno è scomparso: pensiamo sia un avvertimento chiaro e forte per tutti gli argentini che da mesi scendono in piazza in difesa dei propri diritti e della democrazia.

Venerdì 1° settembre a Buenos Aires sono scese in piazza 200 mila persone in solidarietà con Santiago Maldonado esigendone la aparición con vida, riprendendo lo storico slogan delle Madres de Plaza de Mayo che chiedevano la ricomparsa in vita dei propri figli desaparecidos.

A questo forte grido che si è alzato dalla piazza la polizia ha risposto con cariche, violenze e l’arresto di 30 giornalisti indipendenti.

Il Governo sta rievocando la politica degli “opposti estremismi” per giustificare una repressione ancora più violenta e spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla sicurezza interna, ponendo in secondo piano le scellerate politiche antidemocratiche in materia di diritti, di lavoro, di istruzione pubblica.

Nell’Argentina di Macri una parlamentare indigena, Milagro Sala, è stata detenuta in carcere per due anni senza prove consistenti; ora, grazie alla pressione della Commissione Diritti Umani e di altre organizzazioni argentine, è agli arresti domiciliari con un ingente spiegamento di forze all’ingresso del suo domicilio e restrizioni di ogni tipo che, invece, nessun genocida delle giunte militari ha mai conosciuto.

Le popolazioni indigene dell’Argentina (circa 600mila persone) vivono in un clima quotidiano di repressione: a loro vengono riconosciuti solo diritti formali e viene negata la possibilità di riappropriarsi dei loro territori ancestrali, nonostante leggi e sentenze diano loro questo diritto. I leaders Mapuche vengono quotidianamente arrestati e processati, le loro manifestazioni ed occupazioni delle terre represse violentemente a difesa della proprietà privata di chi li ha usurpati.

Chi detiene principalmente le terre Mapuche è soprattutto la multinazionale italiana Benetton che, con 844.200 ettari di terra nelle province di Buenos Aires, Neuquén, Chubut e Santa Cruz è il principale proprietario terriero dell’Argentina. Azienda che, all’interno delle sue proprietà, utilizza avamposti di polizia per il controllo del territorio. Non è certo un segreto quanto il gruppo Benetton sia strettamente legato con Macri, economicamente e politicamente.

Siamo qui per far conoscere cosa accade in Argentina e come fa profitti una multinazionale italiana: Benetton ha precise responsabilità nella repressione delle popolazioni Mapuche e nell’instaurazione di un regime antidemocratico e repressivo.

Già ai tempi dell’ultima dittatura l’Italia ha avuto rapporti oscuri con l’Argentina: l’influenza del piduista Licio Gelli, il ruolo di alcune aziende italiane nella sparizione delle persone, la politica estera italiana a dir poco timida nei confronti del regime se non in parte complice. Non ripetiamo gli stessi errori del passato!

Il Presidente Mattarella nella sua visita recente in Argentina non è stato informato di quello che sta avvenendo nel Paese?

Il segretario del PD Renzi, che ha tessuto le lodi del Governo Macri, non ha nulla da dire in merito alle sue politiche o gli affari hanno priorità su democrazia e diritti come sta avvenendo nelle relazioni con l’Egitto sul caso Regeni?

Noi non aspetteremo in silenzio complice!

Insieme alle realtà che difendono la democrazia e resistono alla repressione -in Italia come in Argentina – continueremo ad esigere giustizia per Milagro Sala, per i Mapuche, per le Madres de Plaza de Mayo, per reclamare in vita il desaparecido Santiago Maldonado!

Chi  aderisce al volantinaggio contro Macri e Benetton può aggiungere la propria firma, stampare il volantino e distribuirlo davanti al negozio della Benetton più vicino e inviare le foto-commento  e/o contatto di chi ha promosso l’iniziativa al seguente indirizzo:  kabawil.associazione@gmail.com.

Scarica qui il volantino da distribuire fuori ai negozi Benetton nel weekend dal  15 al 17 settembre 2017Volantino Macri Benetton

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in America Latina, Argentina, Buenos Aires, Desaparecidos, Diritti umani, Iniziative, Italia, Kabawil, madres, Piazza, Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...