Report 30 aprile 2017 – i 40 anni delle Madri …. 10 anni di Kabawil

Questa domenica …. per tutti noi non è una domenica qualunque, già appena svegli sentiamo addosso un atmosfera particolare, un emozione che ci batte dentro, che dalla gola va verso il cuore. Tra di noi c’è chi ha già vissuto negli anni passati questo tipo di emozione ma oggi avverte che non è lo stesso, e chi invece per la prima volta a Buenos Aires, si trova a condividere questi momenti con quelle donne straordinarie che hanno segnato la storia che sono “Las madres de Plaza de Mayo”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Oggi siamo con loro, e arrivati in piazza, siamo sorpresi da quello che ci fanno trovare, un enorme muro di stoffa, alto quasi sei metri, fatto con le foto dei desaparecisos e delle tre madri, Azucena Villaflor, Esther Ballestrino, María Ponce, sequestrate e desaparecide anche loro, che separa la piazza, simbolo di lotta dalla Casa Rosada, oggi simbolo del neoliberismo violento e inumano.

40 anni di lotta non si compiono tutti i giorni, per questo il 30 aprile è un giorno storico

La Piazza si riempe, arrivano le Madres alle 13:45 con il loro pulmino, sono in dodici, sono accolte da un mare di applausi e canti.

Sul palco a riceverle il Coro “Cumpa” con le canzoni del loro repertorio. Il primo discorso della giornata è quello di Carlos Cuevas, referente de “La Puiggrós” e del Centro di Educazione Higher Level “Madres de Plaza de Mayo” e nipote di Esther Ballestrino de Careaga. Cuevas ha raccontato la propria storia e come la figlia scomparsa di Esther fu ritrovata. Ma dopo il ritrovamente Esther decise di continuare la lotta insieme alle sue compagne è venne sequestrata poco tempo dopo.

A presentare il pomeriggio Emanuel Rodríguez, un giovane attore comico di Cordoba conosciuto con il nome d’arte di “El Peroncho”. Per il secondo intervento sale sul palco il direttore della rivista “Non un paso atras”, Demetrio Iramain. Demetrio emozionato, ha  espresso l’orgoglio e l’emozione per essere vicino alle Madri nel loro 40 ° anniversario e ha sottolineato che “le Madri di Plaza de Mayo” lasciano al popolo argentino un sentiero gia segnato che deve continuare.”

Alle ore 15:30, le Madri srotolato il loro striscione con lo slogan “La disoccupazione è un crimine” e cominciano a marciare intorno alla piramide come fanno da quarant’anni ogni giovedi. Ma le persone sono tantissime e si comincia in corteo per la strada intorno alla piazza, continuando in via Hipólito Yrigoyen, Avenida de Mayo, Perù, e di nuovo su Hipólito Yrigoyen per rientrare in piazza. Cori e applausi di continuo hanno accompagnato la marcia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Anche Cristina Fernandez de Kirchner ha chiamato Hebe per far sentire la propria vicinanza alla lotta della Madri.

Tornati in piazza è iniziato lo spettacolo musicale, con il cantante Ignacio Copani, con alcune sue canzoni di stretta attualità, molto apprezzate dalla folla, e poi con Pablo Requero, musicista uruguaiano.

Abrazando a las #MadresDeLaPlaza en sus #40AñosDeLucha.¡#GraciasMadres!

Posted by ES Fotografía on Sunday, April 30, 2017

Dopo i primi cantanti, Hebe de Bonafini in piedi davanti al palco con un breve discorso ha annunciato l’inaugurazione di un monumento chiamato “Plazoleta Madres de Plaza de Mayo”, rappresentante il “pañuelo” delle Madri di Plaza de Mayo”, che rappresenta un “dono” da parte delle madri per la città.

Poi ecco la murga “La Que Se Viene”, balli e canti che divertono il pubblico presente e a seguire l’intervento del sindacalista Walter Correa, Segretario Generale dei Lavoratori Conciatori e rappresentante de la “Corriente Federal de los Trabajadores”.

Ancora musica con il gruppo di percussionisti “Cafundó”, che in mezzo alla piazza coinvolge il pubblico con i loro ritmi riuscendo a far danzare anche Hebe.

Alle 18.30 Hebe de Bonafini, nel momento più alto della manifestazione ha consegnato due “pañuelos”, il riconoscimento più importante che le Madri  assegnano alle personalità che si distinguono per la loro attività.

Il primo “pañuelo” per il lavoro del giornalista e avvocato Pablo Llonto. Hebe riferendosi all’impegno di Pablo Llonto ha detto che “ogni spiegazione sarebbe stata riduttiva, e lo ha descritto come “un uomo di tutte le ore, minuti e di tutte le lotte affrontate con la massima umiltà.” Visibilmente commosso, Pablo Llonto ha ringraziato tutte le Madri di Plaza de Mayo, ricordando i momenti della sua vita che lo hanno legato alla storia delle Madri e in particolare la scelta della data delle sue nozze che avvenne il ​​30 aprile 1991 in omaggio alle Madri di Plaza de Mayo”.

Il secondo “pañuelo” è quello per la nostra associazione. Hebe, riprendendo la parola,  ha spiegato le motivazioni per cui le Madri hanno deciso di assegnarlo all’Associazione Kabawil.  L’incontro con Renato, un incontro che è nato da una storia d’amore, le Caravane organizzate dall’Associazione (sei in dieci anni) in occasione della ricorrenza del 30 aprile, per partecipare al fianco delle Madri, per studiare lo spagnolo, anche se l’amore non ha bisogno di conoscere le lingue: bastano gli sguardi scambiati, gli abbracci, i baci, il cibo condiviso e i momenti passati insieme. Hebe ha continuato a spiegare che Renato il fondatore di questo gruppo, è la persona che ha meglio organizzato gli incontri delle Madri da una parte all’altra dell’Italia. Per questi motivi le Madri hanno deciso di assegnare a Kabawil questo riconoscimento, da portare nelle mani e nel cuore per tutti i compagni italiani. Visibilmente commosso, Renato ha cercato di tradurre in parole l’emozione che stava atraversando il suo corpo  … alcuni passi del suo discorso: “Grazie Madri, ricevo a nome di Kabawil questo riconoscimento. …. Quest’anno nella Caravana ci sono compagni provenienti da Genova, Roma, Pescara, Abruzzo, …  altri che sono riusciti a venire ….. Oggi sono dieci anni dalla nostra prima Caravana. ….. Le Madri prima di chiedere qualcosa lo hanno fatto, hanno cambiato la loro vita e cambiando la loro vita hanno cominciato a cambiare l’Argentina. Loro non ci hanno raccontato delle teorie, ci hanno mostrato come si fanno le cose facendo la rivoluzione. Si possono combattere tutti i gatti, anche noi abbiamo il nostro come lo avete Voi”.

Infine Hebe ha preso la parola per chiudere gli interventi e da seduta ha iniziato il suo intervento “Parlo da seduta non perché sono vecchia, ma perché sto per svenire dall’emozione …. Ringrazio dal profondo della mia anima a coloro che lavorano nella casa delle Madri, che ci accomagnano, che sono con noi ogni giorno in questo compito che svolgiamo da 40 anni. Penso alle mie compagne che non ci sono e a quelle che ci sono e a malapena riescono a camminare. Voglio che si sappia che noi siamo Madri orgogliose, molte di noi non vogliono usare la sedie a rotelle … Per questo voi che ci accompagnate siete le nostre gambe”, poi Hebe ha ringraziato i presenti che erano lì “in nome dei miei figli, ragazzi meravigliosi che sognavano un giorno un paese migliore, da sognare, con nuove idee. E poi ancora “Nel corso degli anni si impara molto, e se abbiamo imparato lo abbiamo fatto in nome dei nostri figli, quei meravigliosi ragazzi che sognavano un paese migliore, che non sono fuggiti quando le cose si facevano difficili, sapevano benissimo cosa stavano facendo e hanno scelto di dare la loro vita per il loro bello e amato paese, e continuando Hebe poi ha rivolto delle parole di apprezzamento per Nestor e Cristina, che hanno fatto diventare realtà i sogni dei loro figli. Hanno lasciato un paese incredibile pieno di felicità. Nestor ha anche dato la sua vita perché voleva un paese migliore”. Nestor ha fatto alle madri il miglior omaggio che loro abbiamo mai ricevuto dicendo che Le madri eravamo la sua madre e i figli i suoi compagni”.

Poi, come fa sempre, Hebe ha dedicato alcuni minuti per parlare della situazione politica sotto il governo di “Cambiemos” e ha detto: “Dobbiamo essere preparati. Tutto ciò che dobbiamo fare è lavorare. Ci sono migliaia, milioni di giovani che stanno lavorando, e questo mi riempie di orgoglio. È tutto nelle nostre mani, Noi dobbiamo dire “Para la mano Macri” (fermati Macri) , non ti sarà facile perché ci sono persone che lottano, che soffrono, che sono disoccupati e i loro figli non mangiano”.

La cosa più importante per noi è sentire i nostri figli vivi” e poi ha ricordato Peron che disse con una metafora un po colorita che “ … anche con la merda si fanno i mattoni, il problema è che poi si sentirà sempre un cattivo odore”. Bisogna stare fianco a fianco con la gente. Dobbiamo riempire molte piazze come questa. dobbiamo dire “Para la mano Macri”, no ti sarà facile, perché c’è un popolo che lotta e combatte.

Hebe in fine ha ringraziato tutte le persone presenti per l’immenso abbraccio che hanno riservato alle Madri per tutto il giorno. Le madri sono ancora in piedi, e hanno molti progetti per continuare la lotta e ancora “ … E sappiano che ho intenzione di vivere altri 40 anni, anche solo per godere della sconfitta di Macri“.

Conclude così il suo discorso Hebe e lascia il posto alla musica dei Bersuit Vergarabat, un gruppo pop che trasformato la piazza in una celebrazione collettiva, una moltitudine in festa per celebrare 40 anni di lotta.

Lasciando la piazza vengono in mente alcune delle scene più emozionati del documentario realizzato dai ragazzi di Audiovisual Madres “Todos son mis Hijos”: Una Madre della Provincia di Tucuman, alla fine della marcha del gioverdì con voce ferma gridava con il megafono all’allora Presidente Menem: “Non solo stiamo in Plaza de Mayo, noi siamo la Plaza de Mayo, siamo le sue piante, la sua aria, siamo ciò che qui si respira

È proprio così, Plaza de Mayo ha il sapore delle Madri, quel sapore che lega per tutta la vita una madre ad un figlio, un legame che mai sarà spezzato e che mai si separerà da questa Piazza.

Ma dall’intimo  sentimento di una madre al proprio figlio si arriva subito alla memoria collettiva che oggi già storia è ben descritta dalla parole di Edoardo Galeano che disse: “… e se il mondo sopravvive, gli insegnanti di storia spiegheranno il XX secolo attraverso i suoi simboli: mostreranno ai loro alunni la bottiglia di Coca-Cola, il pallone da calcio, il televisore, il computer, la bomba al neutrone. E per spiegare la dignità, mostreranno il fazzoletto bianco delle Madres de Plaza de Mayo”.

E poi la consegna lasciata dalla dolce “Juanita”: “Che non si ripeta, ma che si ricordi …

Kabawil – El otro soy yo

Paolo, Bice, Roberta, Nazareno, Piervincenzo, Giovanna, Gabriella, Paolo, Stefania, Germana, Lina, Teresa, Piera, Alessandro, Emanuele, Roberta, Enrico, Riccardo e Renato hanno condiviso questa bellissima esperienza con Le Madres de Plaza de Mayo e con Sofia, Lucas, Andres, Carla, Ricardo, Paula, Emiliano, Luis, Demetrio, Marcelo, Carlos, Gustavo, Enrique, Fernando, Lalo, Silvina, Antonio, Eli, Silvia, Manuel, Felipe, Antonio e la sua signora, Ana Maria, Omar, Padre Paco e la sua comunità, Neka e le donne de La Casa Enramada, Indio, Marisol e Jano e la “Placita del Pañuelo Blanco” e tanti altri …..

P.s. Un affettuoso pensiero alla nostra amica Rosa

Il video resoconto della giornata

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in America Latina, Argentina, Buenos Aires, Caravana, Desaparecidos, Diritti umani, Ecunhi, Kabawil, madres, Senza categoria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...