REPORT CAROVANA 28 APRILE – IMPRENTA CHILAVERT E INAUGURAZIONE MOSTRA MADRES LIBRES

Venerdì 29 aprile la giornata comincia con la visita all’Imprenta Chilavert, una delle 150 imprese argentine recuperate dai lavoratori negli anni post crack economico e ancora oggi in produzione.

Entriamo nello stabilimento che nel 2002 fu occupato dai suoi operai dopo la chiusura da parte della proprietà. Martin ed Ernesto ci spiegano quanto dura sia stata la resistenza operaia, sempre sostenuta dal quartiere. Altrettanto dura, a loro avviso, è stata la trasformazione personale di ognuno di loro: da semplici operai di una tipografia, si sono dovuti trasformare in amministratori e costituirsi in cooperativa. Oggi una assemblea periodica di tutti i soci e i lavoratori applica il concetto di partecipazione e di democrazia.

Quest’anno l’impresa compie 15 anni da quella trasformazione e oggi può contare su soci formati per gestire una realtà restituita alla collettività. I volumi di produzione non sono ancora ampi, il mercato delle tipografie è molto cambiato dopo la digitalizzazione, ma la Chilavert è un punto di riferimento per tante organizzazioni che se ne servono. La Tipografia è anche sede di un bachillerato popular (scuola serale), di un centro culturale dove bambini e adulti si incontrano stabilendo un patto intergenerazionale che guarda al futuro.

Il luogo è affascinante: macchinari antichi, alcuni di inizio Novecento, lavoratori e lavoratrici che rilegano, che stampano, che lucidano i macchinari. L’odore di carta e inchiostro ci spinge a visitare ogni angolo e a scoprire una sorta di archivio nel piano superiore in cui troviamo tanto materiale storico.

La Tipografia Chilavert è il classico esempio di come lavoratori determinati, con l’organizzazione, possono evitare le crisi. E sconfiggerle. L’esempio argentino delle imprese recuperate ha fatto il giro del mondo, ispirando l’azione di tanti operai di fabbriche in crisi in Francia, Spagna, Grecia e Italia. Grazie quindi agli amici dell’Associazione Senza Paura di Genova, con cui abbiamo condiviso i giorni della Carovana 2017 e che hanno promosso questa esperienza altamente formativa.

La sera di venerdì abbiamo potuto riabbracciare le Madres de Plaza de Mayo in occasione della mostra “Madres libres, nunca esclavas“, organizzata dalla Biblioteca del Congresso negli spazi dell’Espacio Cultural BCN in occasione dei 40 anni dell’Associazione Madres de Plaza de Mayo. La mostra è composta da alcune foto simbolo di questa storia e da alcuni oggetti che hanno segnato il vissuto delle Madres de Plaza de Mayo.

Le foto, in passato esposte presso il Centro Culturale Kirchner di Buenos Aires, sono emozionanti e guidano all’approfondimento di alcuni aspetti centrali della storia delle Madres: l’inizio della loro lotta e la socializzazione della maternità, i primi giovedì in piazza e le marce della resistenza, i viaggi all’estero e l’attualità.

Durante il discorso di inaugurazione della mostra, Hebe de Bonafini, nel ringraziare gli organizzatori ha lanciato la consigna, la parola d’ordine per questo quarantesimo anniversario che sarà poi approfondita nell’atto politico in Plaza de Mayo il 30 aprile:

Queremos nuestros hijos, que digan donde estan.

Y aqui estan: son ustedes!

(Vogliamo i nostri figli, ci dicano dove sono. Sono qui: i nostri figli siete voi!)

Una particolare emozione colpisce tutti i presenti. Dopo 40 anni di lotta alla ricerca dei propri figli desaparecidos le Madres de Plaza de Mayo hanno elaborato ulteriormente il concetto di ricomparsa in vita: i loro figli vivono oggi in chi le sostiene, in chi lotta nelle strade, in chi combatte chi nega questa storia. I loro figli siamo tutti noi.

Domenica 30 aprile si prospetta una giornata molto calda!

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