Todos son mis hijos. Report settimo giorno di Carovana

Il 29 aprile, 7° giorno della carovana Kabawil, è incentrato sulla presentazione dell’anteprima del documentario “Todos son mis hijos”, che ripercorre la storia delle Madres.

Prima però di recarci al Cinema Gaumont, dove è programmata la proiezione del film, nel primo pomeriggio partecipiamo all’imponente manifestazione convocata dai sindacati contro le politiche economiche attuate da Macri in questi primi mesi di presidenza. Si è trattato di evento assai raro, dal momento che in Argentina erano molti anni che i sindacati di varie categorie e tendenze non trovavano un accordo per convocare una manifestazione unitaria accantonando, almeno per l’occasione, le reciproche differenze e diffidenze.

Trabajadores

Paro nacional di venerdì 29 aprile 2016

Oltre 300.000 persone, stando a quanto riportato dalla stampa, hanno affollato e praticamente bloccato per alcune ore il centro di Buenos Aires, con spezzoni di cortei che arrivavano un po’ da tutte le principali arterie cittadine. La protesta mirava soprattutto a contrastare i licenziamenti nel settore pubblico (che superano ormai le 150.000 unità) e a denunciare la mancanza di provvedimenti efficaci al fine di frenare il forte incremento dell’inflazione e delle tariffe dei servizi essenziali.

I discorsi dal palco sono ovviamente piuttosto enfatici – data la drammaticità della situazione – ma nello stesso tempo prudenti, nel senso che in quasi tutti gli interventi dei leader sindacali si ribadisce che la manifestazione non è contro qualcuno ma vuole riaffermare la necessità urgente di misure a tutela delle fasce più deboli. Insomma l’impressione è che si sia trattato, per il momento, più di una dimostrazione di forza che di una minaccia di imminenti scioperi di grandi proporzioni.

Madres Gaumont

Le Madres salutano il pubblico del Gaumont

Tornati a Plaza del Congreso, ci mettiamo in coda con gli altri invitati per l’ingresso al Cinema Gaumont. L’anteprima di “Todos son mis hijos” è carica di attesa per tutti, comprese le stesse Madres che compaiono nelle interviste del documentario, dal momento che anche per loro è la prima occasione di apprezzare il “prodotto finito”, il cui montaggio è terminato pochi giorni prima.

Il film, diretto da Ricardo Soto Uribe, è stato interamente realizzato dal dipartimento “audiovisual” dell’associazione delle Madres; ha comportato quattro anni di lavoro sui loro archivi e include una serie di interviste realizzate con le Madres tra il 2014 e il 2015, per cui è anche un’occasione per rivedere compagne che non ci sono più come Juanita, scomparsa recentemente.

Inevitabile la commozione in alcuni passaggi del film, comunque sempre molto delicato, che ripercorre i tanti anni di lotta comune e i sacrifici per essere sempre presenti; rimangono impresse ad esempio le sequenze in cui una Madre viene ripresa lungo tutto il percorso che faceva ogni volta, a bordo di mezzi pubblici, per andare da casa all’incontro con le altre.

Con la visione del film anche chi non conosce approfonditamente la storia di queste donne straordinarie viene reso partecipe, almeno in parte, del percorso di vita e di amore che le ha rese sempre più unite tra loro e con i loro figli dai quali, come è noto da una delle loro metafore più ardite, dicono di essere state partorite.

Altrettanto presente lungo il documentario, e del resto evidente fin dal titolo, il filo conduttore della “socializzazione della maternità” – altro pilastro del modo di essere dalle Madres, elaborato fin dai primi anni della loro esistenza collettiva.

Al termine della proiezione c’è stato il breve commento di una comprensibilmente emozionata Hebe de Bonafini, che ha sottolineato l’arte ed il rispetto che tutto il gruppo “audiovisual” ha dimostrato nell’accostarsi alla confezione di questo difficile lavoro.

La circolazione del documentario per il momento è prevista limitatamente ad alcuni festival; solo più in là dovrebbe fare il suo ingresso in circuiti commerciali.

Alessandro

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