30 aprile 2016, in piazza con le Madres per i 39 anni della loro lotta

Sabato 30 aprile si festeggia il 39° anniversario delle Madres: tanti sono infatti gli anni passati da quel 30 aprile 1977 in cui presero possesso di Plaza de Mayo, che divenne da allora in poi la “loro” piazza.

Il programma prevede l’intero pomeriggio in Plaza de Mayo, dove si susseguono varie attività ricreative, culturali e politiche.

Si comincia con giochi e laboratori per i più piccoli, a cura dell’ECuNHi (Espacio Cultural Nuestros Hijos).

Poi è la volta della murga “Herederos de la locura”, i cui ballerini riempiono la piazza di ritmo e allegria, tra i sorrisi delle Madres e dei presenti.

Kaba1Si continua quindi con il “Coro Cumpa” dell’IUNMa (Instituto Universitario Nacional de Derechos Humanos “Madres de Plaza de Mayo”) che si esibisce interpretando diversi brani del suo repertorio, dei quali il maestro Javier Zentner dà accurate spiegazioni inquadrandoli nel contesto della canzone popolare latinoamericana.

Seguono i discorsi politici.

Il primo ad intervenire è Luis Zarranz, coordinatore del corso di Comunicazione dell’IUNMa. Il giornalista ringrazia le Madres per l’esempio dato in questi 39 anni di lotta ininterrotta; per averci insegnato – afferma Zarranz – che il nostro posto nel mondo è nelle strade e nelle piazze, che la parola impossibile deve essere cancellata dal dizionario, e che vivere e lottare sono sinonimi. NienteKaba2 e nessuno – prosegue – potrà mai fermare la rivoluzione del “pañuelo blanco”, questa socializzazione della maternità e della lotta. Oggi – conclude Zarranz – abbiamo un governo neoliberista che le Madres fin dall’inizio indicarono come nemico del popolo; l’esempio delle Madres e dei loro 30.000 figli sarà il combustibile per resistere e costruire il trionfo definitivo del popolo.

A seguire c’è l’intervento di Edgardo Depetri, deputato e dirigente del Frente Transversal Nacional y Popular. Anche Depetri punta l’indice contro il governo Macri, definito governo dei grandi poteri economici, cioè gli stessi che furono fautori del golpe del 1976 e del menemismo. Per questo – dice Depetri – stiamo marciando nuovamente con le nostre care Madres, simbolo di resistenza; per questo è necessario continuare a costruire il “Fronte per la vittoria” con i lavoratori, i giovani e i movimenti sociali per porre limiti al governo Macri e tornare a governare l’Argentina.

Poi Hebe de Bonafini consegna a Víctor Heredia un “pañuelo blanco” come riconoscimento per il suo impegno, coraggio e grande contributo alla cultura popolare. Non lo abbiamo scelto – spiega – solo perché è un buon cantante, perché di bravi cantanti ce ne sono tanti, ma perché è un uomo eccezionale, umile, semplice: uno straordinario poeta del popolo che non ha detto mai di no tutte le volte che lo abbiamo chiamato. Heredia ha ringraziato mostrandosi commosso e dicendo di sentirsi privilegiato e allo stesso tempo moralmente obbligato a seguire il cammino tracciato dalle Madres, colonna vertebrale della democrazia.

Infine la presidenta delle Madres ha chiuso la giornata con un breve discorso rivolto a tutti gli amici vecchi e nuovi presenti in Plaza de Mayo.

Hebe30apr

Hebe con Victoria Heredia ed Edgardo Depetri in Plaza de Mayo, 30 aprile 2016

Voglio rivolgermi ai miei figli – ha esordito Hebe – a questa enorme quantità di figli che ho, a quelli che non ci sono più e a quelli che sono cresciuti.

Cari figli, stiamo nuovamente vivendo momenti difficili; le piazze e le strade sono nostre: prendiamocele, come abbiamo fatto il 24 marzo o il 13 aprile. Non lasciamoci intimorire, non permettiamo che facciano quello che gli pare!

 

Non stancatevi di fare politica! La politica è la nostra vita: deve essere fatta con passione (Eva Peron diceva con “fanatismo”); sono questi politici che la vogliono banalizzare. Non dobbiamo dire che “torneremo”, come dice impropriamente uno slogan, perché noi non siamo mai andati via: perché stiamo occupando le strade e le piazze.

Basta con lo stereotipo delle madri altruiste: siamo madri rivoluzionarie che combattono tutti i giorni, prima contro le malattie dei nostri corpi che invecchiano e poi per fare il massimo sforzo e dare ogni ora e ogni minuto della poca vita che ci resta perché tutti i giovani che sono nati dopo i nostri figli capiscano che non esistono lotte inutili.

Grazie, cari figli, per averci partorito a questa rivoluzione meravigliosa e continua!

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