Report Carovana primo giorno: l’incontro con le Madres de Plaza de Mayo

MadresZaffaroni

Un momento della conferenza di Zaffaroni. Buenos Aires, 23 aprile 2016

Ogni volta che si ha l’occasione di parlare con Hebe de Bonafini nascono nella mente tante riflessioni.

Nel primo giorno della Carovana 2016 Hebe ci ha accolti nella Casa de las Madres e, davanti a te’, caffe’ e pasticcini, ci ha offerto una vera e propria lezione di politica. Ha esordito dicendo subito che quella di Mauricio Macri e’ una dittatura vera e propria, seppur votata dal popolo argentino. E’ una dittatura nei metodi che utilizza per svilire la politica dei governi precedenti: con azioni simboliche molto forti Macri denigra quanto finora costruito anche grazie al contributo delle Madres de Plaza de Mayo. Macri sta tagliando fondi ai programmi sociali, sta avviando licenziamenti di massa, sta stravolgendo il sistema politico kirchnerista.

Di riflesso anche le Madres stanno riorganizzando le proprie attivita’: l’Universita’, l’Ecunhi, la Radio. La soluzione che Hebe propone e’ continuare la lotta quotidiana nelle strade, nella piazza, in particolare lavorando quotidianamente con le organizzazioni politiche giovanili e studentesche che rappresentano il futuro della Nazione. Difendere quello che e’ stato conquistato per poi rilanciare la propria azione politica tesa al miglioramento e al progresso della societa’.

NI UN PASO ATRAS – come sempre – nella diffusione dei propri ideali. E quindi come fare? Solamente stando uniti senza indietreggiare si puo’ difendere la politica dalla banalizzazione macrista. Viene ribadito il no alla individualizzazione della politica, che e’ e deve restare un processo collettivo.

E’ con questo spirito che subito dopo la chiacchierata con Hebe abbiamo assistito alla lezione seminariale del giudice della Corte Interamericana per i Diritti Umani, Raul Zaffaroni, presso l’auditorium Juana Azurduy dell’Universita’ delle Madres. A partire dalle parole liberta’ e cittadinanza ha tracciato un percorso politico da intraprendere per la rifondazione istituzionale dell’Argentina necessaria per arginare nuove derive autoritarie e antidemocratiche che il paese, oggi, sta rivivendo. Protagonisti di questo percorso, secondo Zaffaroni, non devono essere solamente gli intellettuali o gli “addetti ai lavori”, bensi’ l’intero popolo, con tutte le sue componenti: la riforma istituzionale deve essere un percorso popolare che deve giungere alla riformulazione dello Stato. Solo cos¡’ possono essere rispettati e confermati i valori che lo contraddistinguono.

Riccardo – Buenos Aires

 

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