La #Carovana #Kabawil visita il Museo del #Bicentenario di Buenos Aires

25 aprile 2014 – Buenos Aires – visita del Museo del Bicentenario e della Casa Rosada

Come da programma visitiamo il Museo del Bicentenario dedicato ai 200 anni di indipendenza dell’Argentina dalla Spagna. Un bellissimo museo allestito all’interno delle mura, perfettamente ristrutturate, dell’antica dogana realizzata nel 1855 e a sua volta edificata nel perimetro dell’originaria piazzaforte spagnola del ‘700 (di cui restano unicamente un pezzo di muro e un cannone) sede fino al 1835 delle autorità spagnole. Sotto una copertura in materiale trasparente, che assicura  adeguata e gradevole luminosità, scopriamo un museo ben dotato di strumenti multimediali che attraverso filmati e animazioni, catturano l’attenzione ricostruendo da un lato lo sviluppo e l’espansione della capitale, e dall’altro le diverse fasi della storia argentina, dal momento dell’indipendenza all’attuale governo Kirchner, il tutto con il valido aiuto di un giovane collaboratore del museo che ci ha fatto da guida. Le sale sono allestite con numerosi documenti, cimeli, immagini e fotografie; vi sono inoltre una biblioteca e una emeroteca con la pubblicistica dei secoli XIX e XX. Altro nucleo tematico è dato dalla collezione di opere d’arte donate al museo. Nell’esame delle varie epoche del paese, ci colpisce in particolare la traccia profonda lasciata nella società e nella memoria degli argentini dalle figure di Juan Domingo Perón e della moglie Eva Duarte, per tutti Evita, la quale a tutt’oggi rappresenta un personaggio quasi mitizzato per il suo impegno, in quanto moglie del presidente, a favore delle fasce sociali più deboli e per la promozione della condizione femminile.

Ancora vive e presenti nella vita del paese sono poi le vicende legate al golpe del 1976 e alla successiva dittatura militare, e alla strenua resistenza opposta dalle Madres de Plaza de Mayo, testimoniata da immagini e persino dal “panuelo” di Hebe De Bonafini macchiato di sangue per le percosse subite dalla polizia durante le proteste e le marce che le madri portavano in piazza per richiedere vivi i propri figli desaparesidos.

Il percorso si conclude con la visita al dipinto murale “Ejercicio Plastico” eseguito nel 1933 da David Alfaro Siqueiros, uno dei più importanti artisti messicani insieme a Diego Rivera e José Clemente Orozco. L’affresco si estende sull’intera superficie di una stanza compreso il pavimento, rappresentando figure femminili che osservano il visitatore dell’opera come se questi fosse racchiuso in una bolla d’aria immersa nel mare, generando una sensazione di forte impatto emotivo.

Usciti dal museo è la volta della Casa Rosada, sede del governo. Particolarmente significativo, a nostro avviso, è innanzituttto il salone dedicato ai popoli nativi, recentemente inaugurato dalla presidenta Cristina Kirchner in omaggio alle popolazioni originarie del territorio argentino massicciamente sterminate o rese invisibili nel corso dei secoli. Ugualmente notevole è la sala dei patrioti, dove sono esposti i ritratti dei principali eroi dell’America Latina.

Uscendo, un ultimo sguardo alle mura rosa del palazzo, colorazione dovuta – a quanto ci riferiscono – alla pittura usata all’epoca ottenuta mescolando calce e sangue bovino.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in America Latina, Argentina, Buenos Aires, Caravana, Kabawil, madres e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...