29 aprile 2014: la #Carovana #Kabawil nella sede delle #Madres. Incontro con il ministro della Difesa, Agustin Rossi, e con rettore, docenti e studenti della Universidad Popular

Report Incontro con il Ministro della difesa Agustin Rossi. Buenos Aires, 29 aprile 2014.
Martedi partecipiamo ad una importante conferenza stampa presso la sede delle Madres de Plaza de Mayo. L’ospite principale è Agustin Rossi, Ministro della Difesa della Repubblica Argentina; è accompagnato da Stella Segado che, nell’ambito del Ministero della Difesa, dirige il dipartimento dei Diritti Umani e di Diritto Internazionale Umanitario. Oggetto della conferenza stampa è la presentazione del primo di una serie di volumi che per la prima volta renderanno pubblici tutti gli atti ufficiali del Governo argentino negli anni della dittatura.
Prima dell’incontro ufficiale alla presenza dei giornalisti, avviene un incontro privato tra il Ministro e le Madres a cui partecipa anche Renato Di Nicola rappresentante dell’associazione Kabawil.
E’ significativo che tale incontro informale avvenga nella cucina della sede delle Madres, quasi a sottolineare ancora una volta uno dei tratti caratteristici dello stile delle Madres, e cioè la non discontinuità tra le faccende “domestiche” e le attività politiche “esterne”. Altrettanto significativo e suggestivo lo scenario dell’incontro con stampa e tv, che avviene nell’auditorium della sede delle Madres, e più precisamente davanti alla parete ricoperta di fotografie in bianco e nero di decine di desaparecidos.
Lungo tale parete prendono posto, a semicerchio, una quindicina di Madres e, davanti a loro, il Ministro Agustin Rossi e Hebe de Bonafini, presidente delle Madres.
Il Ministro della Difesa illustra con semplicità e chiarezza come si è arrivati alla scoperta e pubblicazione dei documenti della Giunta militare degli anni ’70/’80. Nell’ottobre 2013 riferisce di aver ricevuto una telefonata del responsabile dell’Aviazione che gli segnalava il ritrovamento, proprio nella sede dell’Aviazione, di 2 casse chiuse. Il contenuto delle due casse era appunto un insieme di 270 verbali che registrano gli atti ufficiali della Giunta militare che coprono tutto il periodo della dittaura, fino alla guerra delle Isole Malvinas/Falkland.
Tutta la documentazione rinvenuta è stata poi visionata dal dipartimento dei Diritti umani dl Ministero della difesa e ora è iniziata la pubblicazione del primo blocco di verbali.
Un primo dato da sottolineare è la dinamica del ritrovamento dei verbali, non a valle di un’indagine ma a seguito di una segnalazione spontanea del capo dell’Aviazione, cosa impensabile fino a qualche anno fa e indicativa del clima che si respira attualmente nelle forze armate.
Altro elemento importante è ovviamente il valore storico dei verbali recuperati, soprattutto perché confermano la tesi che il potere negli anni della dittatura era un potere misto civico-militare in quanto oltre al potere militare (ovviamente più visibile) c’era la collaborazione attiva, diffusa in tutte le sfere sociali: dai mezzi di comunicazione ai poteri economico-finanziari.
Dopo il Ministro Rossi, ha preso la parola Hebe de Bonafini che, a nome delle Madres, ha espresso apprezzamento per l’operato del Ministero della Difesa e del suo dipartimento dei Diritti umani.
Tra le domande dei giornalisti, ci limitiamo a segnalarne una in cui ad Hebe è stato chiesto se la pubblicazione dei verbali del Governo militare sia da interpretare come una “riparazione” verso i desaparecidos e i loro familiari. Molto sobria la risposta di Hebe: no, non ha senso parlare di “riparazione”; si tratta piuttosto di uno dei tanti atti con cui i militari stanno (anche sotto la spinta delle Madres) via via riconciliandosi con il popolo argentino.
Infine, al termine della conferenza stampa, le foto di rito: tra le più suggestive, quelle scattate all’uscita della sede delle Madres, con il Ministro Agustin Rossi che saluta Hebe de Bonafini, sullo sfondo di un grande ritratto di Che Guevara…

 

29 APRILE INCONTRO CON RETTORE 2 DOCENTI E 2 GIOVANI DEL COLETTIVO STUDENTESCO DELLA UNIVERSITA’ MADRES DE PLAZA DE MAYO.incontrouni

Nell’incontro ci hanno informato della prossima trasformazione della Università in ISTITUTO UNIVERSITARIO NAZIONALE DI GIUSTIZIA E DIRITTI UMANI-MADRES DE PLAZA DE MAYO.
In pratica l’Universita’, occupata nel 2000 e legalizzata progressivamente a partire dal 2008, verrà resa Istituzione Pubblica a tutti gli effetti come le altre Università ed in grado quindi di assegnare vere e proprie lauree abilitanti in Diritti Umani, Storia e Scienze Sociali (a breve anche Comunicazione).
I docenti e gli indirizzi di studio attuali saranno mantenuti e garantiti economicamente mentre il rettore formalmente verrà nominato dal Ministero su indicazione di Hebe de Bonafini in nome delle Madres quale Rettore onorario a vita.
Sarà confermato il carattere di luogo di scambio tra culture, di constante flusso tra cultura classica e quella popolare, di relazione diretta con la pratica sociale e luogo primario di creazione del pensiero e dell’agire culturale. Allo stesso modo gli studenti non saranno solo il centro dell’azione formativa-educativa, ma compartecipanti, insieme ai docente ed ai lavoratori, del contenuto e della forma dello studio stesso.
L’unico limite è che, essendo Istituto e non Università, non si potranno programmare corsi formativi ed abilitativi di carattere medico, scientifico, economico ed ingneristico urbanistico ma solo di carattere sociale, geo-politico, umanistico e giuridico. D’altronde non era nei piani e nelle possibilità per ora di ampliare il raggio delle possibilità di indirizzi diversi di studio.
Non dimentichiamo che l’Università delle Madres era nata come risposta concreta alla devastazione umana, sociale e culturale lasciata dalla dittatura nel corpo sociale specialmente giovanile del Paese.
E per questo era subito diventata una università di riscatto socio-politico sopratutto per i giovani dei quartieri periferici che non potevano studiare nelle Università classiche. (le prime materie di studio furono: Storia delle Madres, Diritti Umani, Storia dell’Argentina e del Che, Tango e Rivoluzione, Educazione e pratica popolare, etc…..)
Abbiamo consegnato il libro scritto dal nostro Ricardo Verrrocchi sulla storia delle Madres ed abbiamo richiesto di inviarci un commento dopo averlo letto anche in merito alla possibilità di traduzione e pubblicazione dello stesso in lingua spagnola. Allo stesso tempo abbiamo commentato il livello della distruzione culturale che nella nostra Italia si fa della cultura e sopratutto di quella popolare rivoluzionaria e storico-umanistica mentre in Argentina e nel Continente sembra esserci un flusso esattamente nall’opposto di rinascita dello studio e della cultura politica. Abbiamo chiesto di inviarci i materiali dei seminari fatti su Gramsci ed abbiamo apprezzato che nella Università ci siano due corsi di studio sulle diversità, quella di genere e qualla etnico-culturale. Questi due temi sono molto discussi in Argentina ed anche per questo abbiamo presentato l’iniziativa della Primavera queer che si terra’ nell’Università di Chieti ponendo le basi per future collaborazioni.
Si è poi parlato molto profiquamente dei tentativi di costruzione di progetti culturali universitari alternativi e popolari che si stanno realizando nella parte indígena dell’America del Sud e del nostro interesse a mantenere strette relazioni con il prossimo Istituto Naz.Universitario Madres de Plaza de Mayo anche per la rinascita culturale e politica nei nostri territori.

 

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