Report dei primi due giorni di Carovana Kabawil in Argentina (18 e 19 aprile)

18 abril 2014
Primo giorno a Buenos Aires, una città vuota perché oggi è un giorno di festa. Le strade sono vuote, senza il solito traffico, negozi, kioscos de revistas, banche, scuole e uffici pubblici chiusi.
Dopo aver recuperato con il sonno un po’ del fastidio del fuso orario, andiamo a fare colazione e come tutte le altre Caravane cerchiamo di “elegir” un bar per fare colazione.
Lungo avenida De Mayo, luogo tipicamente di origine spagnola, troviamo il bar Iberia, all’interno alcune stampe degli edifici presenti lungo l’avenida, tra cui quella imponente di palazzo Barolo, realizzato nel 1919 è progettato dall’architetto italiano Mario Palanti.
Come al solito café con leche e medialunas, churro, vigilantes y pan de leche.
Si parla un po’ del viaggio in aereo e della partenza per Cordoba dove si andrà a conoscere il gruppo che ha organizzato il XII Congreso Mundial de Salud Mental y Derechos e a visitare la città.
Però prima dobbiamo trovare l’albergo che ci ospiterà una volta tornati a baires e lo troviamo in av. De Mayo, alcuni messaggi per avvisare Beatrice che ci raggiungerà la prossima settimanae confermiamo le camere.
E vai ci muoviamo per andare a lasciare le valigie alla casa de las Madres dove ci aspetta Sofia.
Li incontriamo Roberta che scatta la foto ufficiale della Caravana 2014 …….. Si parte.
Nel pomeriggio il venerdì santo per i credenti, il rio de la Plata per chi vuole gustare la bellissima giornata e il suo sole all’aria aperta.
Alle 23,05 parte dalla stazione dei bus di Retiro il gruppo de la Caravana per Cordoba, Gustavo accompagna Renato, Alessandro, Giovanni, Iolanda, Pamela e Paolo con il combi de las Madres e sara’ una notte di viaggio, circa dieci ore verso ovest.
Enrico Vecchiotti

Buenos Aires, venerdi’ 18 aprile 2014.
Caravana Kabawil – primo giorno

Hotel Bauen, una “empresa recuperada”
Al di fuori dell’agenda programmata, decidiamo di recarci all’hotel Bauen nel centro di Buenos Aires (poco distante dal Congreso, sede del Parlamento) nella speranza di incontrare un referente della struttura. L’hotel Bauen e’ una delle tante “imprese recuperate” ossia fallite o chiuse dai proprietari con conseguente licenziamento dei lavoratori, i quali successivamente hanno occupato le aziende riavviandone la gestione in autonomía.
Incontriamo Marcelo, responsabile della comunicazione dell’hotel, al quale spieghiamo chi siamo e lo spirito della Caravana. Marcelo si mostra subito disponibile e ci illustra l’esperienza del Bauen.
L’elemento caratterizzante della vicenda sta nel fatto che l’albergo fu costruito negli anni ’70, durante la dittatura militare, da imprenditori privati, con fondi statali mai restituiti. Nel 2001, gli stessi imprenditori hanno deciso la chiusura dell’hotel mettendo sulla strada oltre 100 famiglie.
Nel 2003 l’hotel fu “recuperato” e di seguito gestito dai suoi lavoratori costituitisi in cooperativa. Oggi un ordine di sgombero pende sul Bauen: se venisse eseguito, la struttura verrebbe restituita al gruppo costruttore senza che lo Stato rientri in possesso del debito milionario a suo tempo contratto dagli imprenditori che ne hanno determinato la chiusura nel 2001, contribuendo all’aggravarsi della crisi económica del Paese.
Speriamo che la prossima carovana trovi il Bauen ancora gestito dai suoi lavoratori e – perche’ no – di alloggiarvi.

Report del 19 aprile 2014
Incontro con la Casa de Medio Camino e la Radio Feroz a Cordoba.
E’ sabato santo e incontriamo Silvina, Noelia e Cino (Esteban) che ci vengono a prendere presso la stazione dei pulmann e ci accompagnano a casa di Silvina.
La nostra ospite ci offre caffé’, mate, dolci e accoglienza squisita. Parliamo dell’Associazione Kabawil-el otro soy yo e dei rapporti che intrattiene con l’Argentina e le Madres di Plaza de Mayo da molti anni. Ci aggiorniamo reciprocamente sui progetti in corso e su quelli portati a termine. Silvina , che e’ psichiatra, parla di una esperienza che insieme ad uno splendido gruppo di lavoro costituito da Noelia, psicologa, e Cino pedagogista ed educatore, stanno seguendo alcuni ragazzi e ragazze la cui giovane vita e’ profondamente segnata da abbandoni, violenze familiari di tutti i generi e, infine, da ricoveri presso istituti manicomiali per adulti.
L’intervento dello staff si inserisce proprio in questo momento quando sembra che i ragazzi non abbiano diritto ad una prospettiva di vita umana, ma siano destinati a sopravvivere con il marchio di “discapasitados”. Il giudice dei minori si rivolge agli operatori che con tutte le loro forze si oppongono al ricovero in una struttura manicomiale e attuano il progetto “Medio Camino”, ovvero un percorso indirizzato a persone alle quali si puo’ risparmiare il manicomio, ma che non sono ancora in grado di vivere autonomamente nella societa’ .
Si mettono alla ricerca di una casa disponibile a poco prezzo. Certo, la trovano, ma e’ inagibile e quindi bisogna ristrutturarla. Partono i primi lavori e ben presto due ragazze, Camilla di 16 anni e Michela quindicenne, possono entrare ad abitarvi. Seguono Renzo e Axel; si prendono cura dei ragazzi gli operatori Jesus e Sebastian.
Siamo invitati a pranzo nella Casa de Medio Camino e, con enorme sorpresa, ci ritroviamo in una bella abitazione ad un piano, ampia e luminosa, all’interno di un giardino curatissimo e pieno di siepi e alberi. In una sezione separata dell’immobile, rimesso a nuovo e dipinto con colori vivaci, e’ stato allestito il Consultorio per le consulenze psichiatriche e psicologiche, inaugurato 15 giorni orsono. Si tratta di un progetto sociale volontario aperto a tutti coloro che ne hanno bisogno. Si spera che possa arrivare il riconoscimento e un finanziamento pubblico!
Ci vengono incontro le ragazze e ci salutano con calore iniziando a porci domande a raffica; i ragazzi sono timidi benche’ affettuosi. Sono belli e ansiosi di comunicare, ognuno con un approccio diverso. Hanno preparato la tavola e ci ritroviamo tutti insieme a mangiare una buonissima minestra di zucca passata, con trippa e pezzetti di manzo; da bere aranciate e, per noi adulti, un bicchiere di vino per brindare al futuro e ai sogni di questi giovani. C’e’ poi uno squisito dolce, che i ragazzi portano in tavola con grande orgoglio, seguito da caffe’ e the.
Ci vogliono conoscere, sapere chi siamo e le domande sono personali, senza remore: la nostra eta’, se abbiamo figli, se siamo sposati e, se no, perche’. E poi le ragazze mettono musica latina e il “cuarteto”, una musica popolare cordobese. Cominciano a ballare coinvolgendoci, sono una forza della natura, riescono a far uscire dal loro guscio anche i ragazzi un po’ restii ad esibirsi. Nel frattempo parliamo con Silvina che ci racconta delle atroci esperienze vissute dei ragazzi, ma il suo viso e’ portato al sorriso, esprime coraggio e ottimismo, sta lottando per quello che ritiene giusto! I ragazzi sono stati reinseriti nelle scuole pubbliche attraverso percosi diversi dal curriculum scolastico; in passato hanno frequentato in modo discontinuo la scuola ma senza nessun beneficio, Intanto hanno cominciato a riconoscersi come persone, anche se la memoria e’ alla continua ricerca di ricordi infantili e di un affetto genitoriale, mai avuto.
Cino e Noelia vogliono lasciare testimonianza di questo incontro ed hanno organizzato una intervista per Radio Feroz, radio “comunitaria” che trasmette su Facebook dalla sede di Medio Camino. I ragazzi ci rivolgono domande preparate: cos’e’ e di cosa si occupa l’Associazione Kabawil-el otro soy yo, qual’e’ il nostro contributo all’associazione, quali sono i rapporti con le Madres di Plaza de Mayo, e poi, una canzone italiana e la poesia preferita; i ragazzi interloquiscono, dialogano, escono fuori i caratteri. Infine i saluti che ci commuovono per l’infantile apprensione che traspare dalle loro parole, il timore dell’abbandono e’ sempre presente…

Segui tutti gli aggiornamenti in tempo reale e guarda le prime foto sulla nostra pagina Facebook!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Caravana, Kabawil e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...